Si è chiusa a Bologna la diciassettesima edizione di ForumPiscine, l'appuntamento annuale di riferimento per il comparto delle piscine e del wellness in Italia, ospitato nell'ambito di XLeisure - The Sport and Recreation Factory. Un'edizione che ha confermato la stabilità di un mercato che si colloca tra i primi quattro in Europa, ma che ha soprattutto messo in luce due direttrici su cui il settore si sta concentrando con urgenza crescente: l'evoluzione normativa sulla sicurezza e la gestione responsabile della risorsa idrica. Il 12 febbraio abbiamo incontrato in fiera Federico Andrea Maestrami, CEO di ForumPiscine e direttore responsabile della rivista Piscine Oggi.

Un settore di fronte alle sfide normative e ambientali

La sicurezza, un cantiere ancora aperto

Il tema che ha dominato i lavori di ForumPiscine è quello della sicurezza, e il motivo è direttamente istituzionale: il Disegno di Legge quadro per la salute e la sicurezza nelle piscine (A.C. 2576) è attualmente all'esame della Commissione XII Affari Sociali della Camera dei Deputati. La norma si propone di sostituire l'Accordo Stato-Regioni del 2003, un quadro normativo che non rispecchia più la realtà di un settore profondamente evoluto. Il percorso coinvolge più ministeri e non è ancora concluso. "Il disegno di Legge è ancora in divenire" dice Maestrami "ne sapremo di più i prossimi mesi".

Ciò che è chiaro, invece, è la necessità di intervenire. Ogni estate il settore si trova a fare i conti con un bollettino di incidenti che grava sull'intera industria: annegamenti, infortuni, situazioni di rischio correlate anche a impianti datati. "Abbiamo un parco piscine vetusto che ha bisogno di interventi di ristrutturazione" osserva Maestrami. "Penso sia un problema europeo". Le strutture più datate presentano configurazioni tecniche oggi considerate insufficienti - piscine con una sola presa di fondo, per esempio, dove la pressione può intrappolare un bambino senza che questo sia in grado di liberarsi. Sono situazioni che la tecnologia attuale consente di eliminare, ma che richiedono una politica concreta di adeguamento del patrimonio esistente.

Il modello normativo a cui l'Italia guarda è sicuramente quello francese, dove una legge sulla sicurezza delle piscine private è in vigore da oltre vent'anni. Il sistema prevede, per le piscine residenziali, l'obbligo alternativo tra barriere perimetrali, coperture e allarmi - non cumulativo, quindi con possibilità di scelta tra le soluzioni disponibili. Un approccio considerato equilibrato, che tutela (senza scoraggiarla) la costruzione di nuovi impianti. "Il legislatore sta probabilmente valutando questa strada" dice Maestrami, "ma ci sono considerazioni importanti di cui tenere conto, in particolare riguardo il mondo dell'ospitalità" .

Sul fronte delle piscine ad uso pubblico e delle strutture ricettive, la bozza introduce l'obbligo degli assistenti bagnanti per le vasche che superano determinate profondità e dimensioni. La figura è però difficile da reperire in molte aree del paese, specialmente al di fuori dei grandi centri urbani. Il percorso di abilitazione è selettivo e i numeri di chi consegue il brevetto ogni anno rimangono limitati rispetto alle eventuali necessità delle strutture. "Dal momento che si obbliga ad avere gli assistenti bagnanti, bisogna anche favorirne la formazione e la professionalizzazione, che deve essere pluralista e accessibile" afferma Maestrami. Una posizione che riflette una preoccupazione condivisa nel settore: senza un investimento parallelo nella disponibilità di figure qualificate, il vincolo normativo rischia di diventare un limite.

Il quadro resta aperto e il dibattito è in corso. Un approfondimento completo sul DDL e sulle sue implicazioni operative per costruttori, gestori e strutture ricettive sarà oggetto di un prossimo articolo dedicato.

Sostenibilità idrica: la tecnologia c'è, il coraggio normativo meno

Accanto alla sicurezza, l'altro grande tema affrontato a ForumPiscine è stato quello dell'acqua - della sua gestione, del suo consumo, del suo futuro. E su questo fronte, Maestrami non nasconde una certa delusione nei confronti della bozza normativa. "Leggendola, mi sarei aspettato un po' più di coraggio verso la sostenibilità e il riuso dell'acqua" dichiara.

La norma apre positivamente alla regolamentazione delle piscine biologiche - oggi prive di qualsiasi quadro normativo in Italia - e delle piscine alimentate con acqua di mare. "L'Italia è una penisola" ricorda Maestrami. "Abbiamo camping, villaggi e resort su migliaia di chilometri di costa. Ha senso contemplare anche questo tipo di approvvigionamento idrico. Come avrebbe anche senso sviluppare l'uso di impianti di desalinizzazione dell'acqua di mare per alimentare le piscine, in risposta allo stress idrico severo; come sta facendo in modo particolare la Spagna". Il nodo irrisolto è però quello del riutilizzo dell'acqua di vasca. Oggi ad esempio recuperare l'acqua di controlavaggio dei filtri per reimmetterla in vasca è tecnicamente possibile, grazie a sistemi già disponibili sul mercato. "Farlo significherebbe trasformare la piscina in un circuito chiuso che preserva l'acqua e che avrebbe anche vantaggi ambientali, eliminando volumi importanti di acqua trattata scaricati in fognatura. Perché nonostante in Italia esista una normativa ben precisa riguardo lo scarico dell'acqua di piscine nel sistema fognario, il controllo del rispetto della normativa non è cosa sempre facile, soprattutto per quelle residenziali".

Ugualmente, l'obbligo di svuotamento annuale per le piscine pubbliche - che produce ogni anno un consumo di acqua potabile significativo - poteva essere rivisto. La Regione Toscana lo ha fatto, derogando all'obbligo annuale e portando la frequenza dello svuotamento delle vasche di piscine a uso pubblico ogni tre anni. "D'altra parte lo scorso gennaio le Nazioni Unite hanno dichiarato l'inizio di un'era di bancarotta idrica a livello globale. Molte comunità stanno consumando acqua a un ritmo superiore alla capacità del nostro pianeta di rigenerarla. Il settore delle piscine può dare un notevole contributo nel preservare questa risorsa preziosa", dice Maestrami.


Save Water: il progetto che dà voce al cambiamento

A dare forma visibile a questa convinzione è stata Save Water, l'installazione esperienziale presente nel cuore della manifestazione fieristica, sviluppata su un'area di circa 250 mq che ha rappresentato una visione concreta e avanzata del settore piscine di fronte alle sfide climatiche e alla crisi idrica, con un messaggio immediato e fortemente riconoscibile. Nata dalla collaborazione tra ForumPiscine, il Corso di Laurea Magistrale in Architettura del Paesaggio dell'Università di Genova/Milano e l'Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio (AIAPP), l'installazione ha proposto un nuovo paradigma dello spazio esterno: l'integrazione tra una piscina intelligente (funzionante) e il dry garden; ovvero una piscina autosufficiente ed ecosostenibile che recupera e si alimenta con acqua meteorica, immersa in modo armonico in un giardino mediterraneo a basso impatto idrico, progettato per limitare al massimo lo spreco idrico senza rinunciare all'estetica e alla biodiversità. "Gli spazi esperienziali del Salone non sono solo una bella cornice" tiene a precisare Maestrami "ma installazioni 'vive' che propongono a latere attività culturali specifiche come convegni e speach da parte di aziende ed esperti del settore".

L'installazione mette in discussione un pregiudizio ancora diffuso: l'idea che la piscina sprechi acqua. "Il consumo di una piscina è molto inferiore a quello di un giardino irrigato" - spiega Maestrami - "c'è un rabbocco quotidiano, ma è minimo se l'impianto è progettato con criterio. Se la piscina poi venisse alimentata con acqua meteorica recuperata, potrebbe diventare praticamente autosufficiente. Grazie alla tecnologia di ultima generazione e, naturalmente, se l'impianto viene dotato sempre di una copertura che impedisce l'evaporazione dell'acqua". Nel comparto residenziale italiano questa soluzione è già tecnicamente praticabile. Il nodo rimane culturale e normativo: manca ancora l'incentivo - istituzionale e sociale - a promuovere questa pratica, oggi imprescindibile in paesi siccitosi come ad esempio l'Australia".

Il coinvolgimento dell'università non è stato casuale. Save Water ha voluto far incontrare all'interno dell'expo di ForumPiscine la visione creativa degli studenti universitari e dei professionisti del paesaggio, costruendo un dialogo tra il mondo universitario e quello operativo del lavoro - che in Italia ancora oggi raramente si incontrano. "È importante che un salone nazionale e internazionale come ForumPiscine lanci questo messaggio" - conclude Maestrami - "l'acqua è il 'ferro del mestiere' del costruttore di piscine che deve trattarla con i 'guanti bianchi'. Serve sensibilizzare: professionisti, costruttori, istituzioni - e anche i singoli. Perché è un rispetto verso noi stessi, verso la natura, verso chi purtroppo l'acqua non ce l'ha".

Save Water, l'installazione dedicata alla gestione sostenibile dell'acqua

Il prossimo appuntamento con ForumPiscine è già fissato a Bologna per il 10, 11 e 12 febbraio 2027.